Raimondo Boucheron (Torino, 15 marzo 1800 – Milano, 28 febbraio 1876) è stato un compositore e musicologo italiano.
Prese lezioni di musica fin da bambino a Cuneo e Novara[1], poi, trasferitosi a Mondovì, continuò gli studi da autodidatta. Alcune sinfonie e pezzi di musica sacra lo fecero conoscere e gli valsero il trasferimento a Voghera, dove fu direttore al Teatro Civico e probabilmente maestro di cappella nella chiesa locale.
Fu in seguito maestro di cappella prima a Vigevano (1829), poi a Casale Monferrato (1844)) e infine, dal 1847 alla morte, nel Duomo di Milano.
Compose moltissima musica religiosa per Voghera e Milano (centinaia di composizioni[1][2]), ma anche due opere non rappresentate (Ettore Fieramosca e Le nozze al castello) e sinfonie.
Raggiunse una certa notorietà e nel 1869 fu tra i compositori selezionati da Verdi per la Messa da Requiem in onore di Rossini, che però non fu rappresentata, per la quale scrisse Confutatis e Oro supplex per la sequenza.
Fu anche autore di trattati teorici, in cui tentò di indagare i rapporti tra la musica e i fenomeni naturali. Scrisse anche sulla Gazzetta musicale di Milano, dove apparve la prima edizione della Filosofia della musica.
Fétis lo giudicò musicista sapiente e artista coscienzioso, ma privo d'ispirazione musicale («le sue opere, sia sacre che profane, sono di una banalità esasperante») e di originalità come teorico.[3] A proposito della Filosofia della musica, Fétis riteneva tuttavia che al Boucheron mancassero la profondità di vedute e l'estensione della conoscenza necessarie per una tale opera.[4]
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