Max Nonne (Amburgo, 13 gennaio 1861 – Amburgo, 12 agosto 1959) è stato un medico tedesco[1].
Max Nonne ricevette la sua prima educazione alla Gelehrtenschule des Johanneums di Amburgo, e in seguito studiò medicina presso le Heidelberg, Friburgo e Berlin ottenendo il dottorato nel 1884 con una tesi sull'eziologia della trombosi della vena porta. Dopo la laurea, prestò servizio come assistente presso l'ospedale di Heidelberg sotto Wilhelm Heinrich Erb e successivamente nella clinica chirurgica di Kiel sotto Johannes Friedrich August von Esmarch, poi nel 1889 tornò ad Amburgo come neurologo. Durante lo stesso anno, divenne capo-medico nel dipartimento di medicina interna all'ospedale della Croce Rossa. Nel 1896 venne nominato direttore della clinica di neurologia presso l'ospedale di Eppendorf ad Amburgo.[2][3]
Nonne divenne professore titolare di neurologia nel 1913 e nel 1919 iniziò a insegnare lezioni di neurologia presso la appena fondata Università di Amburgo, dove nel 1925 divenne professore ordinario. Qui ebbe occasione di lavorare con Alfons Maria Jakob (1884-1931).
Il periodo scientificamente più fruttuoso di Max Nonne è probabilmente quello in cui lavorò in Eppendorf. Il suo lavoro si è sviluppato su molti argomenti che si estendono all'intera neurologia. A Nonne si devono lavori che hanno aumentato le conoscenze mediche sulla sclerosi multipla,[4] le neuropatie su base alcolica e le lesioni dei nervi periferici.[5] Nonne diede un contributo significativo alla diagnosi delle malattia sifilitica:[6][7] in collaborazione con Apelt introdusse l'uso della reazione globulinica.[8] Egli inoltre coniò il termine pseudotumor cerebri per tutte le condizioni di tumefazione cerebrale con papilledema, la cui causa precisa non può essere identificata.[9]
Max Nonne è stato un membro onorario di 21 società neurologiche internazionali.
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